VERSO UN APPRODO SICURO. LA MIA ESPERIENZA DI FEDE ALL’OPERA DI BIRGI

VERSO UN APPRODO SICURO. LA MIA ESPERIENZA DI FEDE ALL’OPERA DI BIRGI

15/09/2016

di Mariastella Vanella


Sono “approdata” all’Opera Santuario Nostra Signora di Fatima di Birgi da meno di due anni, dopo essere rimasta per tanto, troppo tempo, senza riferimenti spirituali.
Approdare è un verbo che si usa per le imbarcazioni quando toccano terra ferma lasciando l’incerto che è il mare, e l’ho scelto non a caso. Non mi considero una convertita ma “in cammino”. In realtà sono sempre stata molto credente: io e mio marito abbiamo sempre fatto parte attiva nella nostra parrocchia, ma per svariati motivi, ci siamo trovati a non avere più il nostro “porto” sicuro.

La seconda delle mie figlie aveva iniziato a frequentare un gruppo di adolescenti, guidati dai religiosi di questo santuario, iniziando così un cammino di fede e, di conseguenza, accompagnando lei, ho iniziato anche io a frequentare questo posto. Iniziai quindi ad andare a Messa al santuario, imparando che esiste un modo di celebrare, di consacrare, di impartire i sacramenti che non è meccanico, irriflesso, prescritto, ma partecipato, sentito, coinvolgente. Ho apprezzato infinitamente il contatto umano che i padri e le suore cercano alla fine di ogni celebrazione: essi sono lì, davanti alla porta, a porgere un saluto, una parola, un sorriso a chi esce dalla chiesa, riuscendo ad interloquire con tutti, ad avere una parola per tutti.

In pochissimo tempo, mi sono trovata ad essere parte attiva dando il mio contributo, seppur piccolo, per il 13 maggio, giornata in cui al santuario arrivano migliaia di pellegrini; ho collaborato col gruppo dei simpatizzanti alla festa del papà, così come alla festa dell’oratorio, accolta quindi, non solo spettatrice.

Una famiglia così, dove immediatamente ti si offre di entrare a far parte, dove non ti si chiede nulla ma che ti riceve, ti incorpora, è realmente famiglia, e in questo caso ha una identità ben precisa, è la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, composta dai Servi e Serve del Cuore Immacolato di Maria e i Laici Figli del Cuore Immacolato di Maria. I religiosi e le religiose, che si completano perché dotati di carismi diversi ma tutti assolutamente complementari, sono sempre disponibili e aperti ad ogni tipo di confronto. A me personalmente, in un momento non proprio facile, è successo di avere uno scambio di opinioni piuttosto animato con uno dei padri, eppure, il ricevere risposte non scontate, l’avere il supporto “umano”, e soprattutto percepire che Lui parlava per bocca del sacerdote, mi ha aiutata ad affrontare in maniera diversa il problema, mi è stato chiesto di fidarmi del Padre Eterno, di credere che Lui ci sarebbe stato e quindi, a non essere angosciata, amareggiata, angustiata. Cosa scoprii? Che quel sacerdote dicendomi una grande verità, una verità inoppugnabile, incontrovertibile, mi ha aiutata ad affidarmi alla Sua volontà, ed è stato tutto molto più semplice.

L’estate appena trascorsa ci ha visti protagonisti di serate assolutamente meravigliose, i padri che spesso partoriscono idee strabilianti, hanno proposto di organizzare degli incontri, in casa di chi ne avesse dato disponibilità, per recitare il Santo Rosario. Superfluo ribadire che l’invito è stato accolto da un numero altissimo di famiglie, e quindi ci siamo trovati anche più volte a settimana, a riunirci in preghiera. Riflettevo sul fatto che sono stati davvero temerari a proporre una cosa del genere, posto che siamo una città di mare, che estate è sinonimo di uscite e divertimenti senza coroncina in mano, un tale successo è reale testimonianza della presenza Mariana. La Madre Celeste è stata l’anello di congiunzione che ci ha fatto socializzare e conoscerci ancora meglio. Che clima di fraternità e serenità si respirava in quelle sere!

Io prego spesso affinché il Signore conservi nei Servi e nelle Serve del Cuore Immacolato di Maria, il primato della testimonianza con la loro vita, e come dice il Santo Padre continuino a “dialogare con quelli che non la pensano come noi, con quelli che hanno un’altra fede, o che non hanno fede. Nessuno è escluso dalla speranza della vita, dall’amore di Dio”.

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)