IL CONVEGNO GENERALE DELLA FCIM 2016: UNA TESTIMONIANZA

IL CONVEGNO GENERALE DELLA FCIM 2016: UNA TESTIMONIANZA

21/11/2016

di Mariastella Vanella

Un altro tassello di un grande puzzle, sembra si sia aggiunto, e questo credo che sia stato tra quelli fondamentali, uno di quei pezzetti senza il quale probabilmente il risultato finale potrebbe essere stato seriamente inficiato.

Sono appena tornata dal Convegno Generale della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, convegno al quale partecipano tutti quelli che appartengono o simpatizzano per questa meravigliosa Famiglia. In realtà, come tutte le cose che sono in grado di stravolgere la vita, mi ci sono trovata dentro quasi per caso. Come dicevo al padre che ci ha accompagnati, da queste esperienze non ne esci mai per come sei entrata, puoi uscirne in stato di esaltazione, puoi uscirne diffidente… o puoi uscirne in confusione.

“Di tutto quello che potete offrite un sacrificio a Dio”, questa la frase identificativa del convegno, che è iniziato sabato mattina e si è concluso domenica a pranzo: un susseguirsi di incontri, relazioni, interventi, lavori di gruppo, quasi due giorni di full immersion, in una realtà, per me nuova. Io frequento da quasi due anni l'Opera di Birgi che “è la manifestazione territoriale della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, costituita dai religiosi Servi del Cuore Immacolato di Maria, dalle religiose Serve del Cuore Immacolato di Maria e dagli associati laici Figli e Figlie del Cuore Immacolato di Maria”, e quest’anno ci è stato chiesto, a me e mio marito, di partecipare ad un cammino per affidandi FCIM. La mia prima reazione, a questo invito è stato un netto “no grazie”, ma poi, parlandone con il religioso che ce lo ha proposto, e vedendo l’entusiasmo di mio marito, da sempre affascinato dalla figura di Maria, sono ritornata sulla mia decisione. Guarda caso il convegno è alle porte, io mi trovo in un periodo piuttosto difficile, e decido di andare, bisogno di capire, necessità di comprendere meglio. In realtà nulla di tutto questo avviene, nella mia testa un brainstorming che quasi mi stordisce. Ma andiamo per ordine. Il primo intervento, che parla di spiritualità eucaristica e riparazione, ci viene proposto da p. Guido Galassi, è un intervento molto interessante e chiarificatore. Il secondo intervento di p. Alberto Galassi, verte sulla figura dell’Angelo che appare ai tre pastorelli, e dettaglia le apparizioni di Maria ai piccoli. Tutto questo è relazionato con un tale trasporto, con una tale verve, che mi coinvolgente emotivamente in modo eccessivo. Lui parla di sacrifici da offrire, di espiazione dei peccati attraverso la sofferenza, “lascia che Cristo viva in te!” “tutto giunge a Dio e tutto torna a Dio” espressioni penetranti, incisive, energiche. Anche l’unione tra due persone è un atto d’amore donato e restituito. Il peccato è mancanza di umiltà e carità, si torna così ad un caos primordiale. Offrire e riparare, consolando Dio, affinché i peccatori si convertano e vivano. La Misericordia trova la sua più grande espressione nella redenzione, ecco l’Amore. Lui offre Suo Figlio come vittima di espiazione per noi, la Sua infinita misericordia per purificare i nostri cuori.

Il peccato di uno nuoce all’altro. Bisogna accettare e sopportare con sottomissione le sofferenze, accostarci alla passione per ottenere la conversione. Conoscere il messaggio di Fatima ci indica la via per la nostra salvezza. Altro argomento trattato da p. Alberto Galassi, “La riparazione eucaristica nella spiritualità della B. Alexandrina Da Costa”, una vita passata tra estreme sofferenze vissute in unione mistica con Gesù, con il fine ben preciso di riparare ed espiare. Alla fine di questo intervento, il disordine regna nei miei pensieri, solo agitazione, accozzaglia di concetti contrastanti e disturbati. La sola domanda che mi ritorna, chi, allora può essere degno di essere chiamato misericordioso? Di certo non io, che non riesco a pregare per chi mi offende, che non ottengo di perdonare, che non sono in grado di offrire… mi chiedo: Cosa ci faccio qui? Cosa se ne fa la Madonna di me? Esco dalla sala quasi d’impeto e vado a cercare risposte, trovo un sacerdote e chiedo di parlare con lui. Desidero chiarimenti ai miei dubbi, delucidazioni alle mie perplessità, risposte alle mie domande. Il sacerdote riesce, in parte, a placare la mia inquietudine, ma la cosa sbalorditiva succede il giorno dopo, ascoltando il vangelo e l’omelia. Dio risponde con i tempi di Dio, che sicuramente sono diversi da quegli degli uomini. Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Dio è un Padre ostinato che vuole a tutti i costi la salvezza dei suoi figli. Non riusciamo a capire come si possa vivere senza questa gioiosa certezza. Il desiderio di non abbandonare, di non mollare, di non rinunciare, e quindi di insistere, proseguire, sollevarsi. Mi sono chiesta: perché rinunciare? Non sentirsi degni, non vuole certo dire che non si possa provare ad accostarsi, a mettersi in gioco, ad azzardare a provare. Siamo immensamente di più di ciò che appariamo, più di ciò che pensiamo di essere. Siamo di più: la nostra vita, per quanto soddisfacente, non potrà mai riempire il bisogno assoluto di pienezza del nostro intimo. Gesù ce lo conferma: la vita continua, sboccia, cresce. Mettiamoci in cammino… “Per mezzo del mio cuore immacolato, portate Cristo nel mondo”.

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)