TE DEUM. La gratitudine è la memoria del cuore

TE DEUM. La gratitudine è la memoria del cuore

31/12/2014

Sullo schermo del computer di comunità c’è una frase che ogni volta che rileggo mi rimanda col pensiero a quando ero piccolino: «chi non sa dire “grazie”, non ha più niente da dire». Ho fatto una ricerca ma non ho trovato l’autore. Pensavo fosse una di quelle tipiche frasi da bacetti perugina ma non è così. Chissà, probabilmente un mio confratello! Ma, come spesso dico a me stesso, non conta Chi dice ma Cosa dice.

Quando ero ancora un ragazzino, tornando da un allenamento, ricordo un fatto che mi è rimasto impresso. Uno dei miei responsabili, un grande campione dello sport, riaccompagnandomi a casa mi disse chiaramente che io non dovevo ringraziarlo, perché per lui era un piacere aiutarmi. Testardo quale ero e ancora sono, non ho mai mandato giù quello che divenne quasi un ordine: ho sempre continuato a dirgli grazie. Ma «perché lui non voleva?» mi sono sempre chiesto. E mai ho trovato risposta fin a quando ho capito che sbagliava! Lui non poteva togliermi il piacere di ringraziare.

Per alcuni, forse per molti, ringraziare è un po’ umiliarsi, è riconoscere che l’altro ha fatto qualcosa che io non sapevo o potevo fare. Per me ringraziare è normale! Ringraziando riconosco la capacità dell’altro, è vero, ma anche la bontà. In altre parole, ci vedo Dio. San Tommaso dice che non c’è atto di bontà compiuto in natura che non sia mosso dallo Spirito Santo. Per ringraziare, quindi, dobbiamo essere capaci di vedere le cose dal punto di vista di Dio.

Ieri, mentre ero in città e cercavo parcheggio – ovviamente in ritardo! – mi sono imbattuto in quello che in un primo momento mi è sembrato essere un pirata della strada: in realtà era un angelo. Aveva parcheggiato la propria auto al centro della carreggiata ed io non riuscivo a passare: assurdo! Aspetto circa cinque minuti duranti i quali decido di non arrabbiarmi ma pazientare. Mentre aspetto, si libera un posto d’auto nello stesso punto in cui mi trovavo… Provvidenza di Dio!

Quante volte in questo anno, o Signore, Tu mi hai fatto attendere, quando io avevo fretta, perché mi stavi “preparando un posto”.
Quante volte in questo anno, o Signore, Tu mi hai indicato una strada dove fermarmi ed io invece, volevo correre.
Quante volte in questo anno, o Signore, Tu mi stavi aspettando ed io, invece, non volevo vederti.

Lo saprò solo se, alla fine di quell’unico anno che racchiude tutta la mia vita, avrò la grazia di essere di fronte a Te! Perdonami, ti prego, per le colpe che non vedo e assolvimi dai peccati che confesso.

Fa’ che io possa meglio vivere quello che mi vuoi donare e aiutami a dirti grazie per ricordare, perché in fondo ha ragion chi ha detto: «la gratitudine è la memoria del cuore» (J. B. Massieu).

 

di p. Enzo Vitale, icms

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)