MI HA DONATO ANCORA DI PIÙ

MI HA DONATO ANCORA DI PIÙ

24/06/2017

di Marcella Ester Gelfo
Dopo una lunga giornata, mi sono trovata inaspettatamente seduta davanti al mio portatile e mi sono messa a scrivere.
Ho voluto raccogliere per un momento le idee che da qualche giorno (ma potrebbe essere anche da qualche anno) volteggiano in me. Ma la loro origine non è nella mia testa. Provengono dal mio cuore.
Sì, da circa un anno mi sto rendendo conto che il mio cuore esiste ancora. Che vuole ancora gioire, parlarmi, esortarmi ad andare avanti, affrontando la vita di ogni giorno con coraggio, col sorriso, a testa alta, con occhi rivolti al Cielo.
Di non avere paura del futuro, perché facendo un passo per volta, si gode meglio il viaggio.
Di non vivere più imprigionata nel passato, nel rimpianto di chi non c'è più, di mia mamma. Il solo ricordo di colei che mi ha dato la vita, che mi ha donato una ricchezza interiore, intessuta di valori immortali fa sgorgare ancora nel mio profondo copiose lacrime. Piuttosto è la mancanza terrena, il suo affetto che mi manca. Eppure, il Signore - quel Dio che ho accusato di avermi tolto tutto ciò che avevo, togliendomi la mia migliore amica, la mia confidente, mentore di tutta una vita, in una parola: mia mamma - proprio quel Dio mi ha donato ancora di più.
Mi ha accompagnata in questi tre anni, non mi ha lasciata mai sola, circondandomi di volta in volta di tante anime angeliche che si sono prese cura di me.
Adesso so che lo ha fatto perché dovevo capire che dovevo fare affidamento solo Lui. Solo adesso, infatti, capisco che quelle che io ritenevo "amicizie" si sono poi rivelate in false amicizie, sbagliate, che mi allontanavo da Lui, piuttosto che avvicinarmi.
Era settembre del 2015. Iniziavo ad odiare questo mese. Nel settembre 2013 mia mamma era salita al Cielo. Mesi di solitudine. Ma benedico tutto questo vuoto. Adesso capisco che era stato permesso perché potessi riempirlo con tutto quello che il Signore stava preparando per me. Mi ha tenuto compagnia nel frattempo. È stato il mio unico e migliore amico. Ho avuto modo di conoscerLo: andando a Messa ogni giorno, parlando con Lui, arrabbiandomi con Lui, leggendo di Lui. In altre parole, essendo me stessa. D'un tratto mi rendo conto che Lui è stato la prima Persona che stava iniziando ad insegnarmi ad essere trasparente: vera! Non demordendo, ma scegliendoLo anche in momenti disperati, nel gennaio dell'anno scorso sale al Cielo un'altra mia guida, conosciuta in questi tre anni: Padre Pancrazio. Uomo eccezionale, che ho avuto la fortuna di conoscere e di avere per breve tempo come "guida-madre". È stato andando al suo funerale a Terlizzi che una grande amica ( che Dio la benedica), mi parla di un certo gruppo di giovani che si trova a Birgi, intessendo lodi su lodi. In tutta franchezza: ero molto scettica, non stavo nemmeno tenendo in considerazione la possibilità di andarci. Ma Dio è furbo, e quando ti mette su una strada è difficile cambiare traiettoria. E così si servì della mia migliore amica. La quale incalzata dalla madre, voleva "provare" questa nuova esperienza, chiedendomi compagnia. Puoi immaginare il mio stupore quando mi disse che si trattava dello stesso gruppo giovani: il gruppo Alpha.
E da lì è nato tutto.
Un'altra amica, persona che amo infinitamente e che sento adesso vicina come una sorella, mi invita per la festa della donna organizzata dai ragazzi del gruppo Alpha. Iniziai così, timidamente, fragile, ferita e lacerata dentro, ad affacciarmi in questa nuova realtà. Una realtà nuova, che tuttora mi conquista sempre più. Una realtà che mi ha permesso di trovare l'amore, di desiderare il matrimonio. Di trovare amicizie, sane, belle, salde e pulite. Un padre spirituale amorevole e presente, colonna portante. Di sentire per la prima volta davvero il significato della parola Famiglia. Una realtà che mi insegna a donarmi e a non risparmiarmi.
E poi lo stupore nel sentirmi dire dal mio padre spirituale: penso che tu sia pronta per iniziare il percorso degli Affidandi che ti porterà alla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Il sentirsi indegna, pur tuttavia volendo conoscere questa Mamma. Il timore di conoscerla. Il desiderio che colmi quel vuoto filiale che ha generato la scomparsa della mia mamma terrena, di cui avevo ancora bisogno.
Ed eccomi qui. Tra qualche giorno ci sarà l'atto di affidamento. Mi sono chiesta in questi mesi in cosa consista. Mi sono chiesta in che modo ci si affidi. Mi sono chiesta se mai anch'io potrò sentire un giorno la Sua Presenza di Mamma nella mia vita.
Solo qualche settimana fa è terminato un altro progetto a cui, ho avuto l'onore, di far parte: il Musical sulla storia di Fatima. È stato grazie anche a questo mio impegno che ho finalmente capito cosa significhi Offrire, Riparare. Ho offerto ogni goccia di sudore, ogni stanchezza, ogni lacrima versata, il mio cuore piangente, la mia contentezza, la gioia di essere parte di tutto questo grande Progetto (di cui credo riusciamo a vedere solo la millesima parte rispetto a quanto sia ancora più grande), il sentirmi grata di far parte di questa Famiglia che agiva come se fosse un'unica cosa. ll cantare quell'Ave Maria gettando tutto quanto detto sopra nelle parole "TI PREGO SANTA MARIA".... tutto questo e molto altro, per la conversione di alcune persone a me molto care. Ed ho sentito la Sua Presenza... sì, posso dire di averla sentita. Non è stato tramite apparizione straordinaria, non è stato vedendo o sentendo voci per come solitamente si desidera che avvenga. È stato più dolce. È stato: tenerezza. È stato: "non sentirti più sola". È stato: calore nel cuore, che senti bruciare; nella commozione nel vedere l'impegno di tutti e la loro bravura e vedere come fossero davvero guidati. È stato nella preghiera costante e continua per gli altri. Tutto questo ho sentito che mi era stato messo dolcemente nel cuore da Lei. E adesso, con le lacrime che mi appannano la vista, voglio dire a questa Mamma: Io non ti vedo, anche se lo vorrei. Io non ti sento, anche se lo vorrei. Io ho paura, anche se non vorrei. Io non ti conosco, anche se vorrei imparare a farlo. Però cara Mamma, per la prima volta, voglio dirti il mio Sì. E provare a fidarmi ed ad affidarmi a Te, senza avere paura del come, quando e perché. Per adesso voglio solo dirti grazie, perché sento che, anche quando non me ne accorgevo, tu mi tenevi già sotto il tuo manto.
E mi abbracci come tua figlia, nella Famiglia del Cuore Immacolato di Maria.

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)