LA PROTESTA D’AMORE DEL SILENZIO A FINE MESSA

LA PROTESTA D’AMORE DEL SILENZIO A FINE MESSA

02/10/2017

di @grev

Ieri sera dopo la Messa delle 19.00, all'Opera Santuario Nostra Signora di Fatima di Birgi, ho vissuto una strana sensazione di inquietudine, generata probabilmente dal brusio molesto dei fedeli presenti in Chiesa, subito dopo la fine della celebrazione. Mi capita spesso, durante le giornate festive, in cui il Santuario è frequentato da devoti provenienti da altre comunità parrocchiali e non abituati al silenzio che serve per il ringraziamento alla Comunione Eucaristica.
L'esperienza vissuta domenica sera mi è motivo per scrivere sul significato di "quel silenzioso tempo" che noi, Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, viviamo dopo ogni celebrazione.

L'incontro con Gesù Eucaristico è un momento tanto solenne per ogni anima da dover durare per l'eternità: non a caso esso è preludio di Paradiso.
Si vive un'intimità tale che tutto ciò che accade intorno è frastuono e, non nascondo che, a volte, per me, lo è anche il canto del coro.
È un silenzio di ascolto e di preghiera, di confidenza e di perdono, di ringraziamento e di richiesta, di supplica e di riposo …sì, di riposo!
Perché solo in quell'istante, in una sorta di unione viscerale con Gesù, il nostro corpo nel Suo Corpo, può riposare e la nostra anima nel Suo Cuore si può rigenerare.
Imparare a vivere quel tempo non è così semplice né così scontato, ma può anche essere così naturale!
Occorre, sicuramente, conoscere bene l'Amato per apprezzare la ricchezza dell'incontro.
Se non crediamo che realmente ci stiamo cibando del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, nessun silenzio può essere rispettato.

Il silenzio di quel momento, non è un'abitudine o un modus operandi come tanti pensano sia.
È semplicemente il momento in cui ci si può, con fiducia, abbandonare come un bambino indifeso tra le braccia della mamma, finalmente chiudere gli occhi, aprire l'animo e incontrare Colui che nutre e riscalda, conforta ed elargisce i Suoi Doni. Quei doni dello Spirito Santo che ci fanno desiderare di essere come ci vuole Lui.
Al termine di questo momento si recita insieme all'unisono una bellissima preghiera che a me sembra un inno alla pace, alla pace interiore, alla pace del mondo:
«Conserverò in pace con Dio l'anima mia e pregherò per la pace nel mondo.
Nelle mie afflizioni non cercherò mai conforto dal mondo ma davanti a Gesù sacramento, nel silenzio e nella preghiera.
Voglio abbandonarmi nel cuore di Gesù, come un bambino che riposa sul cuore della mamma.
Domanderò la Grazia di morire amando Dio con tutte le mie forze e ripetendo spesso nella vita la protesta di amore con cui vorrei morire:
Mio Dio ti amo!».

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)