A FATIMA ABBIAMO RESPIRATO MARIA

A FATIMA ABBIAMO RESPIRATO MARIA

11/10/2017

di Giovanni S., Laura F., Piera Di Girolamo, Antonella Meccanico, Antonio Pacella

CAUSA DELLA MIA LETIZIA
di Giovanni Sinacori
Non so trovare le parole giuste (eppure ho provato a cercarle), per esprimere compiutamente il mio stato d'animo.
Sono ricolmo di uno stato di grazia e di gioia che non avevo mai provato fino ad ora, almeno cosi intensamente.
A Fatima si respira Maria. Soprattutto alla cappellina in Cova d'Iria, senti la Vergine Immacolata che ti guarda soavemente, così ossequiata ogni giorno da migliaia di pellegrini giunti da ogni angolo del mondo.
E poi, l’imponenza del santuario e la grandezza della piazza, ci ricordano la straordinaria opera evangelica operata dalla Madre Celeste. Come ci ricordava p. Alberto, superiore della comunità dei Servi del Cuore Immacolato di Maria di Fatima, la grandezza universale del messaggio di Fatima sta nel fatto che la Madre di Gesù ha voluto affidarlo a dei bambini, puri, innocenti, ubbidienti, innamorati.
Oltre all'emozione di pregare il rosario dalle panche della cappellina, mi ha dato una grande sensazione di gioia l'aver ripercorso i luoghi, che ogni giorno i Pastorelli facevano per portare al pascolo il loro gregge e per incontrare la Signora del Cielo.
Ai Valinhos mi ha ricordato i tre bambini che dopo il 13 Maggio 1917 cercavano, speravano, anelavano un incontro con la Madonna che per loro era diventato indispensabile, fonte di vita. La sosta a Loca do Cabeço e al pozzo della casa della famiglia di Lucia (ad Aljustrel) mi ha dato una emozione indescrivibile tanto da fami sentire piccolo e lontano anni luce dalla grandezza e dalla capacità di sacrificarsi di Santa Giacinta, di San Francisco e di suor Lucia.
Questo pellegrinaggio a Fatima mi ha permesso di prendere coscienza della straordinarietà dell'opera di Dio, che ha voluto, attraverso la Madre Celeste, che tre bimbi, analfabeti, testimoniassero un Mistero reso straordinariamente semplice: pregate, amate Dio gravemente offeso ed oltraggiato che invece vuole salvarvi.
In quei giorni ho chiesto alla Vergine Maria di intercedere, affinché possa essere un valido strumento nelle mani di Dio; ho pregato perché si possa essere sempre guidati dai meravigliosi Servi del Cuore Immacolato di Maria, e ho iniziato a capire cosa significa "CAUSA DELLA NOSTRA (MIA) LETIZIA".

HO CAMMINATO DOVE HANNO CAMMINATO I PASTORELLI
Di Laura Ferrauto
Che grazia immensa questo pellegrinaggio a Fatima!
Ben accolti dai Padri e dalle Suore, non appena arrivati, di sera, il primo giorno, siamo andati in Santuario alla cappellina e prima di entrarvi ho cominciato a respirare un'aria diversa, unica, un'aria totalmente pura... Magnifico! Ritrovatami davanti alla Madonna, in cappellina, dentro me non ho avuto più parole. Solo il cuore pieno di amore, pieno di Lei.
Ho toccato con mano i luoghi dei Pastorelli, le loro case, ho potuto vedere dove vivevano, la loro parrocchia, i luoghi delle apparizioni. Ho camminato dove hanno camminato loro.
È un'emozione unica, indescrivibile. E pensare che a quel tempo, non c'era nulla: solo terreni. Abbiamo pure avuto l'onore di salutare personalmente la nipote di Suor Lucia.
E anche qui a Fatima ho avuto la possibilità, durante le consuete processioni serali “aux flambeaux” alla cappellina, di portare la bandiera della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria.
Che felicità condividere il tutto con persone che sono ormai una famiglia per me, che amano Dio incondizionatamente come me, che crea un senso di fratellanza e amore che ci unisce, che fa vivere profondamente nel cuore la vera pace.
Concludo con quello che ci ha detto p. Raffaele: "Non siamo noi a fare il pellegrinaggio, ma è il pellegrinaggio che fa noi. Il pellegrinaggio ci trasforma”.
Sicuramente un'esperienza da rifare!

TOTUS TUUS MARIA
di Piera Di Girolamo
Tutta tua Maria, avevo detto alla Madonna il giorno della Consacrazione pochi mesi fa, giorno indimenticabile nel quale ho sentito di essere entrata nel Cuore della Madonna.
Mi sono tuffata nel Suo Cuore Immacolato come una bambina si butta fra le braccia della mamma sicura che lei allargherà le braccia e la stringerà al suo petto.
In quel Cuore Immacolato ho cominciato a sentirmi protetta, custodita, avvolta dal Suo Amore.
Ma la Madonna ha voluto andare oltre queste sensazioni meravigliose e mi ha regalato il suo respiro. Ecco cosa mi è venuto in mente vivendo Fatima questi giorni di pellegrinaggio in questa terra benedetta. A Fatima senti il respiro di Maria. Anche se le apparizioni risalgono a 100 anni fa, oggi, si respira la presenza di Maria. Tutto ti parla di Lei, tutto ti riporta a Lei. Ogni giorno è un immergersi nella profondità del Suo Cuore, è una continua carezza che ricevi da Lei. Non si può rimanere indifferenti a ciò che Lei lì ti dona. Ti senti trasportato da una brezza leggera che ti sfiora il cuore e ti dona pace, gioia, serenità, dolcezza.
Andare a Fatima è lasciarsi abbracciare da una Mamma che non vuole far altro che stringerti a sé, consolarti, darti forza, nutrirti della sua grazia.
Questa è Fatima: è un immergerti nella grazia, è un po' come toccare il Paradiso. Gli occhi dell'anima lo vedono, lo contemplano e gli occhi del corpo si rivolgono sempre più alle cose del Cielo.
Nel silenzio e nella preghiera senti la Mamma che si prende cura di te, che vuole raccoglierti e portarti verso Gesù, sempre più vicina a Lui. Quale grazia essere presi in braccio dalla Madonna e portati in braccio a Gesù. È questo che Lei vuol fare con ogni suo figlio e in questo luogo avverti questo.
Gesù e Maria vogliono me, vogliono te, vogliono che cominciamo a guardare a loro, vogliono riempirci del loro Amore.
Com’è dolce al cuore respirare l'Amore, respirare Gesù, respirare Maria, respirare il Cielo.
Non è poi così lontano il Paradiso!! Se noi non riusciamo ad elevarci fino a dare almeno una sbirciatina, è il Paradiso che scende per mostrarsi a noi.
Quanto Amore ha Dio per noi! Ci dona assaggi di Paradiso mentre ancora siamo rivestiti di questa carne mortale, ci fa gustare le delizie del Cielo.
Come non dirti, o Madre mia, ogni giorno il mio Sì, il mio Eccomi, il mio Totus tuus!
Che il mio cuore sia sempre pronto ad accogliere i tuoi inviti, ad accogliere le tue grazie.
Che il tuo Amore, o Mamma mia, invada il mio cuore perché io possa amare con il tuo stesso Amore, perché io possa sentire il desiderio di portare Gesù a tutti coloro che incontro, perché io possa essere un'umile tua serva, una figlia fedele, uno strumento del Tuo amore.

LÌ TUTTO È CELESTIALE
Di Antonella Meccanico
Fin da bambina sono stata sempre incuriosita e attratta dalla storia dell'apparizione della Madonna ai tre Pastorelli e per tanto tempo ho mantenuto nel cassetto il sogno di andare a Fatima.
In questi giorni con grande gioia nel cuore il mio desiderio si è avverato.
A Fatima in ogni luogo ho sentito il profumo e la mano della Vergine Maria su di me: lì tutto è celestiale; ma la commozione grande che ho provato è stata nella casa dei tre pastorelli: mi sono immedesimata nella vita di questi piccoli, ma così grandi, esempi per tutto il mondo.
Quanti sacrifici, quante rinunce, quanti dolori hanno saputo mantenere in silenzio. E poi, Francesco mi è rimasto nel cuore: mi commuovo pensando a lui: probabilmente la sua figura è quella meno determinante, più nascosta, ma la sua grande sensibilità e la sua modestia è esemplare per tutti noi.
Grazie Francesco, Giacinta e Lucia: grazie per aver saputo ascoltare la Signora venuta dal Cielo.

QUANDO IL PELLEGRINAGGIO TI TRASFORMA
Di Antonio Pacella
È sempre una magnifica esperienza "lasciarsi fare da un pellegrinaggio".
Sì, perché uno crede sia lui a fare un pellegrinaggio ma in realtà è il pellegrinaggio a fare te. (cit. di p. Raffaele).
Così, passo dopo passo, giorno dopo giorno siamo cambiati, siamo diventati più famiglia, nelle piccole fatiche (perché il pellegrinaggio non è una vacanza) e nel servizio agli altri e con gli altri.
Si sono dilatati i nostri cuori e siamo cresciuti nell'amore per il prossimo.
Fatima è un po’ come tornare a casa. Questa è stata la sensazione che ho provato in questa mia terza volta a Fatima. È molto emozionante, specialmente per chi cerca di vivere la spiritualità di Fatima, visitare i luoghi dove hanno trascorso la loro vita i Pastorelli, camminare sulla stessa terra dove loro sono passati, pregare negli stessi luoghi dove loro hanno pregato, vedere i luoghi delle apparizioni. Mi piace pensare che è come se avessimo camminato con loro.
Il caldo di quei giorni, poi, mi ha portato a riflettere sulle loro sofferenze e riflettendo paragonavo loro a noi.
Quanto spesso noi ci paralizziamo davanti a qualcosa che ci fa soffrire, ci blocchiamo e non siamo capaci di andare avanti?
I Pastorelli, invece, erano sempre pronti a trovare nuovi sacrifici e nuove penitenze da offrire a Dio e tutto questo perché non si fermavano davanti ad una sofferenza sterile, ma andavano oltre offrendo tutto a Dio, raccogliendo i frutti, proiettati verso quello che di buono i sacrifici possono portare: la salvezza delle anime. "O Gesù mio è per amor tuo, per la conversione dei poveri peccatori, in riparazione al Cuore Immacolato di Maria".
Tutto questo infine mi ha portato a riflettere su Gesù: chi per primo, se non Lui, ha sopportato la sofferenza, gli oltraggi, i maltrattamenti, andando oltre?
Oltre la morte, donandoci la salvezza, donandoci la Vita! Lo "spirito di sacrificio" dei Pastorelli deriva dall'esempio del Maestro.
Ecco quello che voglio portarmi dietro da questo pellegrinaggio: la consapevolezza che dietro ogni sofferenza si nasconde una grazia, che da cristiano non devo fermarmi, ma andare oltre e chiedo a questi piccoli "colossi della fede" di poter intercedere affinché anche noi possiamo sempre più essere così semplici da poterci abbandonare con tanta fede nella nostra vita.

 

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)