UOMINI AL CROCEVIA

UOMINI AL CROCEVIA

12/01/2018

di p. Bruno de Cristofaro icms

Essere prete? Devo ammetterlo: mi piace un casino.
Chiedo scusa per il linguaggio agli animi più sensibili (e anche a quelli più ipocriti), ma sono cresciuto così -come dire?- “storto”. E per dire le cose di cui sono convinto (evito di dirne altre) ho bisogno di parlare “come mangio”.

Proprio così, essere prete (ora sarò più elegante) la ritengo la cosa più bella che potesse capitarmi.
Il guaio è che se ti chiedono perché, non puoi spiegarlo davvero fino in fondo. Un prete, le esperienze più potenti, quelle formidabili, quelle che lo hanno riempito di meraviglia e commozione, quelle che gli hanno tolto il fiato, le porterà con se nella tomba.

Sono le esperienze che ha fatto stando lì dove la Vita lo ha posto: al Crocevia. Dove si intrecciano le storie degli uomini, i loro drammi, le loro gioie, i loro peccati. Sarà pure minuscolo, inadatto, impreparato… sarà pure peggiore di chi deve salvare, ma il prete deve stare lì, deve mantenere la posizione perché “dove sono io, là sarà anche il mio servo” (Gv 12, 26).

Stamattina ho celebrato Messa con alcuni amici e ho pregato col formulario “per le vocazioni al Sacramento dell’Ordine”. Abbiamo chiesto a Dio che ci mandi tanti sacerdoti (e io ho chiesto che siano meno vigliacchi di me).

Ebbene, l’immagine che mi è venuta in mente (gli impressionabili e i puritani di cui sopra -per favore- smettano di leggere qui) è tratta dal film "Fury": l’inquadratura si allarga sempre di più e mostra dall’alto un carro armato semidistrutto al centro di un incrocio, circondato dai corpi dei nemici. L’equipaggio del mezzo da guerra, un manipolo di “bastardi”, ha respinto da solo -per un’intera notte di furibonda battaglia- il massiccio attacco dei nazisti. Lo strategico avamposto è stato difeso a costo della vita per un motivo ben preciso: da quella posizione dipendeva la salvezza di molti di uomini.

La tremenda e significativa immagine mi ha ricordato che anche sporchi, inetti e bruti, i ragazzi chiamati da Dio al sacerdozio (anche quelli che non se l’immaginano, anzi, soprattutto loro) non si salveranno se decideranno di essere finalmente pii e remissivi, ma se abbandoneranno le nobili scuse che ogni cagasotto sa inventare, se troveranno il coraggio di portare a termine il loro dovere. Il dovere di salvare le vite loro affidate. Il dovere di porsi al Crocevia. E di restarci fino alla fine. Come l’Uomo sulla Croce. Anzi, insieme all’Uomo sulla Croce.

             

Pillole di SpiritualiTà

Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)