LA FESTA DELLA DONNA SECONDO NOI. Un otto marzo senza retorica per gli Adolescenti dell’Opera.

LA FESTA DELLA DONNA SECONDO NOI. Un otto marzo senza retorica per gli Adolescenti dell’Opera.

12/03/2015

di p. Bruno de Cristofaro icms

Un gesto di schietta cavalleria. Non trovo parole per definirlo meglio. Ecco cosa è stata, lo scorso otto marzo, la serata organizzata dagli adolescenti (maschi) dell’Opera, in onore delle ragazze dello stesso gruppo. Fra sketch esilaranti e performance di karaoke, i MEN ALIVE hanno messo l’accento sulla vera bellezza della donna, ironizzando senza sconti sulla retorica femminista che di solito accompagna questa ricorrenza.

Lo show era un viaggio semi-serio dal maschilismo brutale delle società arcaiche a quello raffinato e tragicomico delle moderne quote rosa. La verità è che niente nella storia ha stimato la donna quanto la Novità Cristiana. Un Dio che si affaccenda una settimana per fabbricare un mondo che sia il più bello possibile e, solo dopo aver fatto tutto (compreso l’uomo), plasma la donna, facendone così il vertice della bellezza creata. Un po’ come un pasticcere che -con estatica soddisfazione- mette l’ultima ciliegina sulla torta per la quale si è tanto affaticato e appassionato. Il Nemico aveva compreso il ruolo chiave di quella creatura nella storia universale, e per rovinare l’opera di Dio sapeva che doveva cominciare colpendo proprio lei. Dal canto suo, Dio, senza scomporsi minimamente e con la classe di cui Lui solo è capace, cominciò subito a tessere le trame di una storia nuova, sempre grazie alle donne: le figlie e le sorelle, le schiave e le regine, le spose e le madri dell’Antico Testamento. Fino all’inchino sublime davanti all’adolescente di Nazareth: un Dio che si piega ad una donna e le chiede il permesso di salvare il mondo.

In fin dei conti, i ragazzi che hanno speso ore e impegno a preparare lo spettacolo, volevano dire una cosa semplicissima ad ogni ragazza presente: «Tu sei bella perché Dio t’ha fatta donna. Non è il responso della bilancia a farti bella, la taglia che porti o la disinibizione dei tuoi atteggiamenti, ma è la tua dignità. A Dio (e a noi) piaci tutta intera: non hai bisogno di farti a pezzi davanti ad uno specchio, non hai bisogno di paragonarti alle tipe “photoshoppate” dei cartelloni, non hai bisogno di metterti in svendita nei locali e nelle feste. Sei un mistero sacro che affascina, seduce e contemporaneamente incute rispetto: come Dio è quanto di più bello ci sia in Paradiso, tu sei quanto di più bello ci sia in terra».

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)