LA GENTILEZZA CHE NON HA FRETTA

LA GENTILEZZA CHE NON HA FRETTA

05/05/2015

di p. Enzo Vitale icms


“O Vergine, o Signora, o Tuttasanta,
che bei nomi ti serba ogni loquela!
Più d’un popol superbo esser si vanta
in tua gentil tutela”.
              Da Inni Sacri (Il Nome di Maria) di A. Manzoni

Tra i popoli che vantano la protezione della Vergine Maria un posto di tutto rispetto tocca agli abitanti della Trinacria che, nel corso dei secoli, hanno letteralmente costellato questo triangolo del Mare Nostrum di santuari e fiuredde dedicate all’Immacolata (titolo tra quelli più diffusi ricordando che l’Immacolata, della Sicilia, è Patrona).

Mi sono chiesto se quel superbo nel testo manzoniano si riferisse alla presunzione di chi si vanta o indicasse, piuttosto, l’atteggiamento sicuro di chi otterrà tutela. Evidente che l’autore sta dicendo che la gentil tutela è garantita anche – forse bisognerebbe scrivere soprattutto! - a coloro che superbi lo sono per davvero.

Della protezione della Madonna, io ad esempio, ne sono più che sicuro. Anzi! Sono così certo che sia intervenuta innumerevoli volte nella mia vita da temere i rimproveri del Figlio suo per aver così prodigamente sciupato grazie. E non è neanche facile riconoscere tutte le volte che Lei è stata presente. Perché la di Lei presenza è, appunto, gentile, cioè discreta, garbata, nascosta all’occhio superbo. La superbia, in effetti, non permette di vedere la materna sollecitudine che è fatta di pochissime parole racchiudibili addirittura in una sola frase: «Fate quello che vi dirà».

E quante volte, invece, la superbia mi fa fare quello che voglio e non quello che Lui dice… Sì, perché solo l’umile è capace di eseguire un ordine. L’umile si fida; l’umile accetta, ascolta... Il superbo, al contrario, sa quello che deve fare. E se proprio ha il compito di comandare non sente il peso della decisione. Decide e basta! Non teme che la sua determinazione possa essere sbagliata. L’umile, invece, attende. La Madonna ha sempre atteso. Cosa? Di capire quello che Lui vuole.

D’altronde essere gentili non significa essere capaci di aspettare? Esser gentili non significa anche agire con calma? In vita mia non ho mai conosciuto persone frettolose capaci di attendere. Ho spesso visto gente che ha tanta fretta da dimenticare gli altri, da passargli avanti… e una di queste, ahimè, la vedo tutte le mattine allo specchio.

Vergine dell’attesa, dammi un po’ della Tua gentilezza: che io possa essere umile e, soprattutto, senza fretta.

 

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)