SICILY SUMMERTIME TOUR 2015

SICILY SUMMERTIME TOUR 2015

18/07/2015

di p. Raffaele Montano, icms

Un bel giorno, non si sa come, non si sa perché si sparse una voce: andiamo in gita.
Qualche giovane ha borbottato stancamente: ma dove?
Qualche coraggioso sacerdote invece ha rilanciato: si va a Ficuzza.
Dove?
Ficuzza è un piccolo borgo a 682 m s.l.m., “è una frazione del comune di Corleone in provincia di Palermo. Il piccolo nucleo abitativo, enclave del vasto territorio comunale di Monreale, è situato al centro del bosco demaniale omonimo” (qui wikipedia docet!).
Il re Borbone Ferdinando III di Sicilia qui fece costruire una palazzina nel 1799, denominata Real Casina di Caccia. Il progetto della palazzina venne redatto dall'architetto Carlo Chenchi, con modifiche apportate dall'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, che seguì i lavori iniziati nel 1802 e terminati nel 1807.

La casina (o il casino, secondo un altro lemma) non appare poi così piccola agli occhi dei visitatori: in effetti, sceso dal pullman davanti a te il palazzo reale si mostra imponente, abbracciato da monti che ti ricordano la maestà di un Dio che ha fatto tutto con bellezza e sapienza.

La fantasia dell’Amore creatore ha fatto sì che nella riserva di caccia di Ferdinando III ci fossero migliaia di specie diverse di piante, di fiori… Di questo ti parla la guida entrando nel palazzo reale, attraversando camere, saloni di rappresentanza, cappella privata, cantina… Ti aspetteresti forse una spiegazione sulle decorazioni o sul mobilio: purtroppo tutto questo fu depredato dai diversi “padroni” che negli anni si sono succeduti nel governo del palazzo.

Ma cosa succede ad un ragazzo, ad una ragazza che viene in gita per divertirsi se fai loro visitare un palazzo dove non si parla altro che di biodiversità e di botanica?

Come educatore, come sacerdote ci pensi a dare una risposta. Ma quel desiderio di felicità, di gioia, di divertimento, di amicizia non ce l’hai messo tu nel loro cuore, nel tuo cuore. Ce l’ha messo un Dio che sa il fatto suo, che davanti alla casina di Ficuzza ha piantato un enorme albero che offre la sua ombra ai visitatori, o a chi è stanco di troppe parole e vuole fermarsi a riposare o semplicemente scambiare due chiacchiere con chi vuol bene… Certo i ragazzi forse non avranno fatto tutti questi pensieri, ma quando all’uscita del palazzo di Ferdinando III hanno visto il vasto prato e il generoso albero, hanno ringraziato Sua Altezza Reale per l’ospitalità e si sono abbandonati a giochi, a canti, a chiacchierate distendendosi a terra sui loro teli da mare…

La giornata essenzialmente è passata così: normalissimo sguardo sul mondo reale. Ma come amava ripetere C. S. Lewis (l’autore de “Le cronache di Narnia”): “Guardate al cuore delle cose, e abbiate fede”. Cioè, la preghiera, lo sguardo interiore al Cielo ha rivelato dei cuori giovani che si lasciano affascinare dall’Amore di Gesù: la Santa Messa celebrata nella Cappella del palazzo, il santo Rosario recitato sotto l’ombra dell’albero (immagine di un’altra ombra, prefigurazione dello Spirito Santo che ha adombrato con la Sua presenza il seno della Vergine Maria), hanno spalancato il mondo invisibile di Dio.

Difatti, nel tardo pomeriggio, il nostro sguardo di pellegrini si è posato sulla residenza di San Bernardo (1605 - 1667) a Corleone. La sua casa, ormai trasformata in chiesa, ospita varie reliquie del “più grande spadaccino della Sicilia” convertito e divenuto Cappuccino. La sua vita così meravigliosa ricorda molto da vicino la storia del manzoniano Fra’ Cristoforo de “I Promessi Sposi” a cui si ispirò l'autore: convertitosi da una vita di onori, si ritirò in convento ove in profonda umiltà divenne esempio e modello di carità cristiana.

Ascoltando la vita di San Bernardo da Corleone, i ragazzi hanno percepito che la vita è un dono che va vissuto con amore.
Cosa lascia questa gita nel cuore dei ragazzi? Ci siamo imbarcati in un viaggio chiamato santità. E non possiamo tirarci indietro. E in questo consiste la risposta vera alla retorica che ha sempre falsato il cristianesimo sin dalla sua nascita: essere amici di Gesù non ci rende meno umani, ma pienamente persone. I ragazzi e le ragazze in questa gita ce lo hanno svelato. Grazie!

«A me personalmente mi ha fatto un bene grande così, ho sentito la presenza di Cristo tra di noi e non c'era nulla da disprezzare, inoltre ho conosciute nuove persone e approfondito vari rapporti e di ciò ne farò tesoro. Come ho fatto non lo so, ma ho gettato il cellulare quel giorno, eh sì, ho vissuto una giornata a 360° e non esiste cosa più bella di essere consapevoli di aver trovato qualcosa di reale che ti fa stare bene» (Alessia Giacalone).

«Queste gite, ti lasciano qualcosa di veramente grande, quella gioia e quella voglia di vivere che pochissime volte ti capita di avere nella vita» (Daniele Montalto).

«Una giornata estiva diversa dalle solite, attraversata da momenti di preghiera, di divertimento e condivisione» (Rossana).

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)