«APRITE, ANZI SPALANCATE LE PORTE A CRISTO!». PER RICORDARE A BIRGI SAN GIOVANNI PAOLO II

«APRITE, ANZI SPALANCATE LE PORTE A CRISTO!». PER RICORDARE A BIRGI SAN GIOVANNI PAOLO II

05/10/2015

Come riconoscenza alla grandezza spirituale del papa San Giovanni Paolo II, e per la sua sconfinata devozione alla Madonna, l’Opera N. S. di Fatima di Birgi ha deciso di esporre all’interno del Santuario il 22 ottobre 2015, Memoria liturgica di San Giovanni Paolo II, una reliquia del Papa, durante la celebrazione eucaristica delle ore 21.00.
Il suo esempio di vita ed il grande messaggio di Fede che ci ha lasciato ci permetteranno di vivere ancora più intensamente l’ormai prossimo anno giubilare della Misericordia.

Perché il 22 ottobre? Questa significativa e storica data per la Chiesa universale ricorda il risuonare ancora forte nei nostri cuori del grido di quel lontano 22 ottobre 1978, quando Giovanni Paolo II disse:
“Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”
Quel grido scosse le fondamenta del mondo.
Oggi nell’era della globalizzazione, dello smarrimento della fede e del relativismo, quell’invito umile ed imperioso ad “aprire le porte a Cristo”, riecheggia ancora più necessario e profetico perché il mondo possa ritrovare il cammino per la sua salvezza.

Il 22 Ottobre 2015 nel Santuario verrà inoltre esposta una copia di un quadro di Dina Bellotti (autenticata dalla stessa artista).

Dina, diminutivo di Bernardina Bianca, nasce ad Alessandria il 2 ottobre 1912 da Carlo Alberto e Adelaide Barberis. Nel 1930, convinti i genitori del proprio naturale talento, si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino all’epoca presieduta da Mario Ceradini; ammessa direttamente al Corso Superiore di Pittura che segue con Cesare Ferro (1880-1934) cui “merito eminente” gli è stato affidato l’incarico di “aggiunto” al corso di Pittura di Giacomo Grosso. Ferro nel 1923 otterrà la cattedra di Disegno di figura e nel 1924 terrà il corso di tecnica dell’incisione a supporto dei corsi di Disegno e Pittura, cattedra che passerà dopo la prematura morte di Ferro a Marcello Boglione (1891-1957).
A Torino conosce l’opera di Alberto Savinio e di Giorgio De Chirico. In questo ambiente si forma l’allieva Dina Bellotti, che nel 1934, conclude brillantemente gli studi conseguendo il Diploma all’età di ventidue anni e apre il suo primo studio in Via Bava 9.

Ormai è entrata a pieno titolo nel mondo artistico e culturale torinese, e dal 1935 partecipa alle: Biennali di Venezia, Quadriennali di Torino, Biennale di Brera a Milano, Promotrici Sindacali di Belle Arti, Premio “Cremona”, Premio Suzzara solo per citarne alcune.

Nell’ottobre del 1960 si trasferisce a Roma dove il 10 agosto del 1959 aveva sposato il giornalista torinese Angelo Nizza (1905-1961) inviato speciale del quotidiano “La Stampa” presso la redazione romana. Abiteranno in Via Brunetti al 32, nei pressi di Piazza del Popolo. Dopo soli due anni rimarrà vedova. Alla fine degli anni Settanta si trasferisce in Borgo Santo Spirito 16, in prossimità del colonnato del Bernini.
La vicinanza della sua nuova abitazione alla Città del Vaticano la porterà a frequentare l’ambiente ecclesiastico, fortificando il suo profondo spirito religioso.
Ha eseguito il ritratto di Giovanni XXIII, ma è Paolo VI salito al soglio pontificio nel 1963, che, riconoscendone le doti artistiche, le affida il ruolo ufficiale di “ritrattista dei pontefici”. Al “colto mecenate” Giovanni Battista Montini dedicherà più di centotrenta ritratti di varie tecniche e dimensione. Continuerà la sua opera anche dopo il 1978 con il pontificato di Giovanni Paolo II, i cui ritratti, da lei eseguiti, verranno riprodotti in milioni di immagini, stampe, francobolli.
Muore a Roma all’Ospedale Santo Spirito il 29 agosto 2003.

Qui l'evento in Facebook.

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)