SANTI: ARTEFICI DI RICONCILIAZIONE E DI PACE

SANTI: ARTEFICI DI RICONCILIAZIONE E DI PACE

31/10/2014

di p. Enzo Vitale icms

In occasione della Solennità di Tutti i Santi, in Santuario, al termine della celebrazione eucaristica vigilare di Venerdì 31 Ottobre e delle celebrazioni di Sabato 1 Novembre, si potrà estrarre il proprio santo patrono dell’anno. Una tradizione che si ripete e che vuole offrire, un modo concreto di conoscenza di quei fratelli che ci hanno preceduto sulle strade di questo mondo godendo, adesso, la visione del volto glorioso di Cristo.
L’estrazione del santo patrono ci invita alla conoscenza della sua vita: nel corso dell’anno non solo dovrà essere pregato per chiedere la sua intercessione, ma soprattutto conosciuto, attraverso la lettura della vita e delle eventuali opere e scritti, ed imitato nelle principali virtù in cui si è distinto.


Il Papa ci ricorda che «i Santi non sono superuomini, né sono nati perfetti. Sono come noi, come ognuno di noi, sono persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze. Ma cosa ha cambiato la loro vita? Quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace» ci ricorda Papa Francesco (Angelus del 1 Novembre 2013). […] E continua: «Il Santo, la Santa è artefice di riconciliazione e di pace; aiuta sempre la gente a riconciliarsi e aiuta sempre affinché ci sia la pace. […]Sono persone che per amore di Dio nella loro vita non hanno posto condizioni a Lui; non sono stati ipocriti; hanno speso la loro vita al servizio degli altri per servire il prossimo; hanno sofferto tante avversità, ma senza odiare, […] sono uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri».

             

Pillole di SpiritualiTà

Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. (San Gregorio Nazianzeno)