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L’ESTATE VIEN PREGANDO

di Mariastella Vanella

Rieccoci intorno a Lei nelle serate d’estate con la coroncina in mano, a recitare il rosario come Lei stessa raccomandò di fare ai Pastorelli di Fatima. Per me, è il terzo anno di questa esperienza. Qualche settimana fa, la calendarizzazione dei rosari estivi, e -bella sorpresa!- il vedere che la prima serata si sarebbe svolta a Salemi, in un posto che si chiama il Giardino della Pace. Non conoscevo il posto, né sapevo di cosa si trattasse. Subito dopo vengono postate delle foto che ritraggono il luogo dove si svolgerà questa serata: «bello!» mi dico… niente di più.

La mia sorpresa, all’impatto col posto: un piccolo fazzoletto di terra strappato alla collina, molto ben curato, delle belle piante, i fiori, le panche, il vialetto ben definito, e Lei lì su un cumulo di sassi bianchi, con alle spalle una grande croce azzurra, che riporta alla mente, per chi ci è stato, la collina delle apparizioni di Medjugorje. Di fianco, l’ospedale cittadino ed anche un Hospice, una struttura residenziale per le cure palliative, un posto che accoglie malati terminali.

Non credo sia un caso che quella statua della Madonna, e la croce siano proprio lì. Da una parte della strada un luogo di sofferenza, dall’altra Lei posta lì come a dare conforto, come a porgere una mano a cui aggrapparsi, come ad offrire una spalla su cui piangere, come a rimarcare la certezza, che oltre la sofferenza, oltre la croce, esiste la resurrezione: nessuna sofferenza è vana se vista in funzione del risorgere.

Il primo rosario dell’estate recitato in questo posto, i nostri giovani che con chitarra e canti, intervallano le decine, i piccolini, che con la loro vivacità, correndo su e giù riescono a strappare un sorriso, gli adulti che con aria assorta, con tra le mani un rosario affidano ora dolori, ora gioie, ora suppliche, ora ringraziamenti a quella Mamma che è in grado di ascoltare tutti, di accogliere tutti, di consolare tutti…

Che bello che è il Suo operare: riesce ad intrecciare vite, dinamiche diverse. Nella più grande semplicità ci siamo trovati, tutti insieme, un centinaio di persone, in questo splendido posto. Volendo prendere in prestito, in maniera del tutto indegna una celebre frase di Dante, ci siamo trovati lì perché spinti da quella grande forza che è «l’amor che move il sole e l’altre stelle» cioè Dio, fonte e origine di tutto l’universo. Quel Dio che ci ha donato Suo Figlio ed insieme a Lui anche una Madre, la Vergine a cui noi tutti rivogliamo lo sguardo, certi che col Suo immenso Amore saprà custodire, proteggere, vegliare su ognuno di noi che con massima fiducia ci prostriamo affidandoLe tutti i nostri affanni.

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