Pillole di SpiritualiTà
Maria, Madre di Misericordia, fa' che manteniamo sempre viva la fiducia nel tuo Figlio, nostro Redentore. (San Giovanni Paolo II)
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di Caterina Angileri
Cara famiglia, dopo il mio Eccomi pronunziato alla nostra Mamma, mi sento finalmente più serena e quindi pronta per condividere con voi il mio percorso spirituale.
Conducevo una vita tranquilla, alternando le giornate tra lavoro e famiglia, con tutte le problematiche che essi comportano. Nonostante mio marito fosse un credente “non praticante”, io abitualmente andavo a Messa nella mia parrocchia e nelle grandi occasioni, come il 13 maggio, mi recavo al Santuario.
Inoltre, facendo parte del gruppo Simpatizzanti dell'Opera di Birgi, seguivo con molto interesse le varie attività e iniziative proposte. Ma mai e poi mai avrei potuto immaginare che da lì a poco l’Opera sarebbe diventata una seconda casa per me e per mio marito.
Nessuno di noi sa cosa ci riserva la vita!
Quando si sente qualche brutta notizia per qualche giorno si sta male, ma poi tutto ricomincia normalmente.
Quando, invece, qualcosa di terribile ci tocca in prima persona la vita cambia totalmente.
A me è successo il 23 marzo 2017, quando mio figlio Maurizio, uscendo tranquillamente di casa, non vi ha fatto più ritorno da vivente perché, in modo fulmineo, se n’è andato tra le braccia di mio marito.
Sono caduta in un abisso profondo: non trovavo la forza di risollevarmi e, con il passare dei mesi, mi chiudevo nei miei pensieri. Prigioniera del dolore, ero in lotta con me stessa e con tutti i miei perché. Barcollavo nei ricordi. Mi ero creata una vita nelle mura di casa mia, dove essendoci tutti i suoi ricordi, mi sentivo protetta e in sua compagnia.
Sono grata alle persone a me vicine per avermi indotta a tornare al lavoro, cercando di dare ogni giorno il mio sorriso e il mio amore e donandomi ai miei bimbi “speciali”, accarezzandoli e stringendoli tra le mie braccia: vedevo in loro Gesù.
E Gesù non permette a nessuno dei suoi figli di allontanarsi da lui.
Così, il 5 giugno, compleanno del mio Maurizio, decidemmo di far celebrare la Santa Messa in suo suffragio al Santuario di Birgi.
Per me ciò ha rappresentato una grande grazia, un dono incommensurabile, il dono di Maurizio fatto a noi per il suo compleanno, facendoci incontrare e mettendoci nel nostro cammino degli “angeli in terra”, come li definisco io.
Nei momenti difficili, in cui da soli non si riesce a ragionare e non si riesce a dare spiegazione a ciò che ci succede, uno di questi “angeli”, in particolare , c’è stato molto vicino. È nelle circostanze dolorose, infatti, che tutti necessitiamo di parole di incoraggiamento per lo sconforto che ci assale e l'ansia che fa in noi da padrone; ecco perché abbiamo bisogno di un “angelo in terra”, una persona posta da Dio sul nostro cammino.
È una grazia divina poter contare su persone che ci aiutano nei momenti difficili e ascoltano quello che vi è di più profondo nel nostro cuore, che ci indirizzano per la strada giusta affinché possiamo arrivare alla piena consapevolezza che dobbiamo affidare tutto alla nostra Mamma che intercede per noi presso Suo Figlio.
Quanto dobbiamo ringraziare Dio e la Madonna per il dono dei sacerdoti che illuminano il nostro cammino di fede e ci aiutano, percorrendo la strada giusta, alla realizzazione del Suo progetto di vita eterna.
Ecco: fu così che, arrivata a Fatima per cercare nella quiete la pace, Lei ci aspettava a braccia aperte per consolarci e donarci le Sue grazie.
Nel silenzio della Cappellina di Fatima mi sono immersa nel Suo Cuore Immacolato: ho capito che solo l'amore di Dio e la fede sono le forze per attraversare le tempeste di questa vita.
Appena avevo un po’ di tempo mi recavo nella cappella della casa della Famiglia del Cuore Immacolato dove alloggiavamo durante il nostro pellegrinaggio. Cercavo un contatto soprannaturale con la nostra Mamma celeste e ogni volta al suo cospetto, sentendo la sua presenza, i battiti del mio cuore acceleravano. Era come se Lei mi dicesse: “Ecco io sono qua vicino a te, parlami ti ascolto, sono qui per alleviare le tue sofferenze”.
Mi sono sentita dentro una pace profonda e così, trovandomi in intimità spirituale con Lei, davo sfogo a tutte le mie ansie. Lei mi “parlava” dando tutte le risposte ai miei perché, con la Sua tenerezza infinita; è stata lì ad ascoltarmi, ad abbracciarmi e a riscaldarmi nel Suo Cuore.
Lì ho capito che solo Dio può risollevarci e che la Sua Parola arriva sempre al momento giusto. È lui che ci indica la via della pace e della salvezza e ci sta vicino soprattutto nelle difficoltà; è lui che ci tende la mano e si prende cura di noi.
“Il Signore è il mio pastore” dice il salmista “non manco di nulla. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché Tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi daranno sicurezza”.
A Fatima abbiamo conosciuto ancora meglio la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria condividendo momenti di preghiera, di difficoltà, di allegria, di solidarietà e di calore fraterno, che solo nei legami in Cristo si possono sperimentare.
In questo luogo di pace ho respirato un amore così grande che la mattina della nostra partenza io e mio marito siamo andati alla cappellina delle Apparizioni per ringraziare la nostra Mamma per averci ascoltato e consolato e con grande gioia “Lei ha sorriso ai nostri cuori”.
Sono ritornata a casa diversa; le persone a me care guardandomi, ascoltandomi ed emozionandosi, hanno notato che non c’era più quel grigiore in me, vedendo nei miei occhi una luce diversa: la luce della nostra Mamma dentro il mio cuore; una luce che era il frutto della grazia ricevuta dalla Madonna.
Dopo alcuni giorni dal nostro rientro ci è stato proposto di partecipare al percorso per l'Affidamento al Cuore Immacolato di Maria. Nonostante io e mio marito non sapessimo bene di cosa si trattasse, non abbiamo esitato ad accettare. Certi di poterci rifugiare nel Suo Cuore Immacolato, abbiamo iniziato il percorso mettendoci tutto il nostro cuore, sicuri che la Madonna ci stava di nuovo chiamando per rafforzare il nostro legame d'amore. Aspettavo con trepidazione e gioia i vari incontri e ogni volta era un'emozione in più.
Ho imparato sempre di più ad amarla, ad offrire e a portare la sofferenza con più serenità. Sicuramente non mancheranno ricadute e momenti di scoraggiamento ma sotto il suo sguardo saprà come risollevarmi perché Lei è la Regina della fortezza spirituale.
Nella Famiglia del Cuore Immacolato di Maria ho sperimentato la fratellanza, la comunione, la condivisione e l'armonia che solo dove c'è l'amore di nostra Madre può regnare.
In famiglia mi sento rinata ad una nuova vita, senza angosce, senza paure, senza ansie e sento l'affetto, il calore e la pace del cuore e dell’anima.
E così, con grande commozione, il 9 giugno 2018 ho detto il mio “Eccomi Maria”.
Voglio essere Apostolo nel portare la mia testimonianza e la devozione al Suo Cuore Immacolato, in famiglia, nel luogo di lavoro e dovunque io sia. Voglio immergermi nel Suo Cuore per essere costantemente annaffiata dal Suo amore di mamma. Voglio portare Cristo al mondo per mezzo del Suo Cuore Immacolato.
Grazie a questo percorso, agli “angeli in terra” che ho incontrato lungo il mio cammino e al clima di solidarietà, di fratellanza, di amore e di preghiera che si respira al Santuario, anche mio marito è diventato un credente (finalmente praticante), prendendo spesso l’iniziativa di partecipare alla Santa Messa, al Santo Rosario e ad altre occasioni di fratellanza; anche questa per me è una grande grazia donata dal mio Maurizio.
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