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LA STORIA DI UN CUORE CHE SI LASCIA INCONTRARE DA CRISTO

La toccante testimonianza del piccolo Manuel Foderà

di Valeria Mannone


Questa è la storia del piccolo Manuel, un bambino di Calatafimi (TP), morto a soli 9 anni a causa di un terribile tumore; una storia che dovrebbe essere triste, invece è carica di speranza. Qualche mese fa l’hanno raccontata a noi ragazzi di Birgi proprio i genitori di Manuel, con alcuni amici, che siamo andati poi a trovare nei giorni scorsi per pregare insieme sulla sua tomba. Vi voglio raccontare in breve la sua vita ed alcune cose che mi sono rimaste impresse nel cuore…


21 giugno 2001. Il Cielo è in festa e casa Foderà non è da meno. Sono tutti felici per l'arrivo del piccolo Manuel. Un bambino tanto a lungo atteso e finalmente arrivato! Tutto sembra perfetto, Manuel inizia a crescere, diventa un bambino allegro e generoso, ma una mattina si sveglia piangendo! Viene portato di corsa all'ospedale, dove gli vengono fatti degli accertamenti. La diagnosi non lascia quasi speranze: neuroblastoma al quarto stadio. Ed ecco che la vita perfetta in un attimo si distrugge, iniziano chemio, interventi e tutto ciò che di possibile si possa fare per la sua guarigione. Ma sarà proprio in questo contesto che il piccolo Manuel inizierà la sua missione e diventerà – come lui amava dire – “guerriero della luce”.


È il 13 ottobre 2007 il giorno in cui il piccolo Manuel, nonostante le sue condizioni di salute, aiutato dalla Mamma Celeste, può finalmente entrare nella Cappella per fare la tanto attesa prima Comunione. Un momento davvero unico per un bambino davvero speciale e, un attimo dopo aver ricevuto Gesù, ecco che il piccolo Manuel fa qualcosa che lascia tutti senza parole: inizia a parlare con Lui in un colloquio intimo che si prolunga per qualche minuto. Il piccolo guerriero della luce sa bene che quel momento è molto prezioso, tanto da volere aiutare tutti a viverlo in pienezza; per questo un giorno scrive una lettera per invitare tutti a ringraziare Gesù come fa Lui, con parole tanto semplici quanto profonde:


“Carissimi amici,
vi voglio parlare di come Gesù è presente nell’Eucarestia. Sapete: Lui vi vuole tanto bene e si fa sentire e vedere nella santa Comunione. Non ci credete? Provate a concentrarvi, senza distrarvi. Chiudete gli occhi, pregate e parlate perché Gesù vi ascolterà e parlerà al vostro cuore. Non aprite subito gli occhi perché questa comunicazione si interrompe e non torna mai più! Imparate a stare in silenzio e qualche cosa di meraviglioso succederà, perché quando Lui entra diventa una “bomba di Grazia” che vi fa sentire protetti e al sicuro. Rimanete in compagnia con Lui. Questo è il momento più bello perché nella Comunione Lui vi dà la sua santa benedizione.
Se state male, Lui vi darà la forza di sopportare ogni sofferenza. Se siete tristi, vi darà la forza di sorridere. Se siete annoiati, Lui vi darà la sua gioia. Se siete pieni di rabbia e nervosi, Lui vi darà la forza di calmarvi. Tutto questo potrà accadere solo se avrete fiducia in Lui perché Lui vi ama molto più di quanto voi lo possiate amare!
Con affetto, Manuel”.


Ma come può un bimbo di soli sei anni sapere tutto questo? Semplice, innanzitutto lui tratta Gesù come un amico, un Amico davvero speciale, che sta sempre con lui e non lo lascia mai solo, un Amico di cui si fida ciecamente, un Amico che gli dice: “Il tuo cuore non è tuo ma mio, e il mio è tuo”. Allora Manuel non vuole negargli niente ed è proprio per questo che inizierà ad offrire la sua malattia e i suoi dolori, imparerà a soffrire le stesse piaghe di Gesù. Lui vuole sciogliere tutti i cuori induriti, e il piccolo Manuel lo aiuterà a farlo! E per questo, pur soffrendo grandi dolori, si dimostra sempre allegro, anzi si impegna continuamente nella sua “Missione Luce” pensando più agli altri che a sé e facendo di tutto per rallegrare chi gli sta accanto.


E il secondo motivo è che ha delle armi insuperabili, che tiene sempre con sé: una Bibbia che impara a leggere giorno per giorno e che consulta per trovare la parola giusta; un guanto di Padre Pio che lo aiuta a sopportare il dolore; e un Rosario, per pregare la Mamma che lo esaudisce sempre. Riguardo al rosario vi racconto un simpatico aneddoto, narrato a noi dal papà. Manuel ama dire il rosario collegato con TeleRadioPadrePio. Una sera, alla stessa ora, c’è la partita di Champions e gioca l’Inter, per cui il papà – convinto interista – cambia continuamente canale. Ad un tratto Manuel, infastidito, prende il telecomando e lo sbatte per terra, rompendolo. Il papà lo rimprovera, ma poi si sente a sua volta rimproverare: “Ma ti rendi conto che pregare è una cosa seria?”. Papà Peppe si fa piccolo piccolo e da quel giorno non oserà più cambiare canale…


Un bambino semplice e unico, insomma, che ha capito quale sia il segreto della vera felicità! Ha capito, per dirla con le parole di San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”, e per questo non ci resta che pregare perché anche noi, come il piccolo Manuel, possiamo un giorno comprenderlo.

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