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“CREDO LA VITA ETERNA”.

Il 2 Novembre: commemorazione dei fedeli defunti

Leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al n. 1021: la morte pone fine alla vita dell'uomo come tempo aperto all'accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell'incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l'immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede: La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento (2 Cor 5,8; Fil 1,23; Eb 9,27; 12,23) parlano di una sorte ultima dell'anima che può essere diversa per le une e per le altre. Dunque, ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la ricompensa eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure, purtroppo, si dannerà immediatamente per sempre (cfr. Catechismo Chiesa Cattolica n. 1022).

Cos’è la purificazione finale o purgatorio?
Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, (Per esempio, 1 Cor 3,15; 1 Pt 1,7) parla di un fuoco purificatore. Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45).

Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? Non esitiamo a soccorrere o suffragare coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere».
Ora si può soccorrere i nostri fratelli defunti offrendo per loro il Sacrificio Eucaristico perché la Chiesa, con Maria, è come ai piedi della croce, unita all'offerta e all'intercessione di Cristo. Affinché possano essere pienamente purificati ed entrare nella luce e nella pace di Cristo.

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