Pillole di SpiritualiTà
Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
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di p. Raffaele Montano, icms
Prima un leggero brusìo di voci. Poi un applauso sovrasta la preghiera del rosario che ormai stava per finire.
Tutti guardano il mare. Arriva da lì. Dal mare. Sotto un cielo che non aspetta altro che illuminarla con la sua luna piena splendente in una notte di Luglio.
E sulla terra, in questa porzione della Sicilia Occidentale, dove un Artista raffinato dipinge i tramonti più belli, migliaia di persone aspettano che arrivi Lei.
E Lei arriva come una sposa, accompagnata da una decina di ragazze e ragazzi, che le fanno da corona come il bouquet che l’amato offre alla sua amata.
Sembra, forse per un attimo, che non ci sia niente di umano. Dio sbarca nella nostra terra.
Un Dio che si compiace di donare Sua Madre a noi: Maria, lo specchio perfetto della presenza di Dio in mezzo a noi.
E Lei sorride. Il sorriso di una mamma.
E noi, quasi incapaci di mettere in fila due parole di fronte a tanto amore, perché immobili rimaniamo stupiti, ci rimane da fare solo un gesto: accoglierla, abbracciarla, accompagnarla nella sua casa, la casa che per otto giorni la vedrà in mezzo a noi: l’Opera Santuario Nostra Signora di Fatima di Birgi.
E dall’approdo di Birgi-Baglio Abele si snoda una processione lunghissima, un rosario umano, illuminato dai flambeaux, che vorrebbero essere il simbolo della nostra fede e la speranza di una notte illuminata dall’amore di Dio.
E in questa settimana (dall’8 al 16 Luglio) quanti volti, quante sofferenze, quante lacrime e quante risurrezioni ha visto la Madonna Pellegrina di Fatima in mezzo a noi.
Strumenti della sua Misericordia sono stati senza dubbio gli ospiti che hanno onorato la Vergine di Fatima anche attraverso la loro parola e la loro testimonianza cristiana: la band “Revival”, Claudia Koll, Saverio Gaeta, p. Francesco Bamonte, Gianfranco Amato: semi che la Bontà di Dio ha seminato in noi.
Ma quel suo sorriso non è rimasto solo scolpito in una statua: noi lo abbiamo veduto e sentito anche attraverso i tanti volontari, quelli che tu riconoscevi dalla polo nera con la scritta gialla STAFF, e da coloro che indossavano quella pettorina azzurra che voleva dire ordine, pulizia, gentilezza; o dal quel sacerdote con la stola viola della Confessione che ti accoglieva come un padre; e ancora da quei ragazzi e ragazze che hanno vegliato con Maria tutta la notte (un sabato notte: sic!); dalle suore che con il loro abito color cielo diventano dei punti di riferimento nella preghiera quotidiana.
Cosa resta?
Un cuore. Una madre. Un Dio che sorride.
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