Pillole di SpiritualiTà
Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
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La Candelora, o anche festa delle Candele, è liturgicamente la Festa della Purificazione di Maria Vergine e della Presentazione al Tempio di Gesù, celebrata quaranta giorni dopo la nascita di Gesù.
La liturgia ruota attorno al simbolo delle candele che, benedette all’inizio della funzione, ricordano da un lato la fede e dall’altra la luce che viene nel mondo, Cristo Signore.
La tradizione popolare, nel tempo ha fissato la consuetudine che le candele benedette in questo giorno, portate a casa, fossero custodite e accese in particolari momenti in cui si invoca l’aiuto del Signore (nel caso di temporali, tempeste, ecc).
Questa festa ci ricorda, anzitutto, le parole del profeta Malachia: “Ecco, entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate... ecco viene”. Di fatto queste parole si avverano in questo momento: entra per la prima volta nel suo tempio Colui che è il suo Signore.
Ed ecco entra portato dalle mani di Maria e di Giuseppe. Entra come un bambino di quaranta giorni al fine di adempiere la legge di Mosè. Lo portano nel tempio come tanti altri bambini del popolo di Israele: un bambino di poveri genitori. Entra dunque inosservato e non atteso da nessuno. Nascosto nella carne umana, nato nella stalla nei pressi della città di Betlemme. Sottomesso alla legge del riscatto, come la sua Genitrice a quella della purificazione.
Benché tutto sembri indicare che nessuno in questo momento lo attenda e nessuno lo scorga, in realtà non è così. Un vecchio, di nome Simeone, va incontro a Maria e a Giuseppe, prende il Bambino sulle braccia e pronuncia queste parole: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo / vada in pace secondo la tua parola, / perché i miei occhi han visto la tua salvezza, / preparata da te davanti a tutti i popoli, / luce per illuminare le genti / e gloria del tuo popolo Israele” (Lc 2,29-32).
Oggi la Chiesa benedice le candele che danno luce. Queste candele sono, nello stesso tempo, simbolo dell’altra luce, della luce che è proprio Cristo. La luce calda delle candele vuol essere l’espressione evidente della luce più grande che si sprigiona in tutti i tempi dalla figura di Gesù, che disse: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).
O Signore, illumina il buio delle anime umane, le tenebre dell’esistenza.
Perenne e immenso è lo sforzo dell’uomo per aprirsi la strada e arrivare alla luce: O Gesù, donaci la luce della conoscenza e dell’esistenza.
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Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)